Segni in una piazza deserta - Tarot

Qualche giorno fa, passeggiando nottetempo in una piazza semideserta, la mia attenzione viene attirata da una carta dispersa sul terreno. Era una carta molto probabilmente "fuoriuscita" da un mazzo da gioco, ma penso non lo sapremo mai. Era pur sempre un Arcano Minore...
Un Segno. 
Il segno prende forma solo nella mente dell' individuo preparato ad attribuirgli un significato. Vediamo solo che ciò che siamo preparati a vedere. E' un principio ermetico che la conoscenza si può sviluppare solo per gradi, per approssimazioni successive.
Se ci mostrassero "tutta la Verità" ex abrupto, nella migliore delle ipotesi  non comprenderemmo nulla, invece qualche soggetto più "evoluto" interiormente ma non troppo, impazzirebbe a causa dei brandelli di Verità che coglierebbe...




Si trattava di un sei di spade.

Il Tarocco, libro primitivo e miracoloso, ispiratore di tutti i libri sacri dei popoli antichi è costituito da figure dotate di una precisione analogica straordinaria. L'analogia è la chiave di tutti i segreti della natura, la radice dell' albero della vita, è il solo possibile mediatore fra il visibile e l' invisibile, la chiave del Grande Arcano, e l'analogia inversa in modo particolare è a fondamento dell'esoterismo così come è inteso dall' occultismo e dal neo-occultismo, sin dalla seconda proposizione della Tavola Smeraldina.
Il Tarocco è una Chiave Universale (così come lo è lo Zodiaco) che permette la "lettura" del microcosmo, intermediario perfetto tra il Principio Causale e le linee degli eventi.
Etteilla (Jean-Baptiste Alliette), parrucchiere e matematico, riscoprì nel '700 il primordiale e occulto significato del Tarocco intuendo la sua grandezza, ma i suoi scritti sono oscuri e affaticanti; "aveva un'intuizione esercitatissima, una volontà costante e più sogni che giudizio"  e gettò le basi per la comprensione della Chiave ma, sempre stando a E. Levi, "è morto alla porta del santuario senza averne potuto alzare il velo".
Eliphas Lévi completa l'opera stabilendo la "corrispondenza", disarmante e geniale nella sua semplicità, tra due Chiavi Universali: i 22 Arcani Maggiori  e le 22 lettere dell'alfabeto ebraico. I Gli Arcani Minori vengono cabalisticamente correlati ai dieci Sephirot dove i quattro semi sarebbero geroglifici del tetragràmmaton.
Era un sei di spade...Le spade sono l' alleanza dell' attivo col passivo, il legame universale, il mondo delle forme che precede il mondo dell'azione immediatamente percepibile. E' l'Elemento Aria e corrisponde al Segno zodiacale dell' Acquario. Il sei, numero circolare, era per gli iniziati il numero perfetto per eccellenza, molto probabilmente per il suo corrispondente geometrico che è l' esagramma, il Sigillo di Salomone (o Scudo di Davide), formato da due triangoli capovolti e che rappresenta l' Universo e i suoi due ternari, l'Uno e la Natura, in equilibrio perfetto.



Il senario è anche il pentagramma con il punto in mezzo: Il Principio Causale che consente allo Spirito di dominare i quattro Elementi della Natura.
Quindi la nostra carta...Tif'eret di Vau...Ha in se il concetto di transizione, di passaggio e nel contesto di un percorso iniziatico allude alla necessità per l' uomo di perseguire più assiduamente l' equilibrio interiore rinunciando del tutto alla nociva espressione delle emozioni negative (in modo particolare l' orgoglio). Ciò consentirà una più armoniosa visione delle cose nella lunga strada della Grande Opera verso l' oro alchemico.
In un piano di esistenza essoterico e ordinario la carta implica il concetto di spostamento sia fisicamente con viaggi ripetuti e obbligati che metaforicamente nel senso di tentativo di "transitare" verso una nuova situazione (lavorativa, affettiva...) cercando di contrastare ingerenze esterne che si oppongono a tale cambiamento ma che possono essere superate se affrontate con calma e tenacia. 














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