Bibliografia su Osho

- Aveling, Harry (1994), The Laughing Swamis, Delhi: Motilal Banarsidass, ISBN 81-208-1118-6.
- Carter, Lewis F. (1990), Charisma and Control in Rajneeshpuram: A Community without Shared Values, Cambridge: Cambridge University Press, ISBN 0-521-38554-7.
- Clarke, Peter B. (2006), Encyclopedia of New Religious Movements, Routledge, ISBN 978-0-415-45383-7.
"First suicide squad was set up in Pune 2 years ago"The Times of India. 18 November 2002. Retrieved 10 July 2011
- FitzGerald, Frances (22 September 1986), "Rajneeshpuram", The New Yorker, retrieved 12 July 2011.
- Fox, Judith M. (2002), Osho Rajneesh – Studies in Contemporary Religion Series, No. 4, Salt Lake City: Signature Books, ISBN 1-56085-156-2.

OSHO



Infanzia ed adolescenza
Osho, al secolo Chandra Mohan Jain, nacque nel 1931 a casa dei nonni materni a Kuchwada, un piccolo villaggio del Distretto di Raisen del Madhya Pradesh in India. Suo padre era un mercante di stoffe ed ebbe 11 figli, di cui Osho era il più grande.

I suoi genitori, Babulal e Saraswati, giainisti della corrente Teranpanthi, gli consentirono di vivere con i nonni materni fino all’età di 7 anni.  Osho ammette che questo fatto ha avuto un' importante influenza sul suo sviluppo caratteriale dal momento che sua nonna decise di impartirgli un’educazione improntata al principio della massima libertà e limitando parecchio l’apporto nozionistico affinché il bambino fosse il più spensierato possibile.

All’età di 7 anni, dopo la perdita del nonno, Osho si trasferì a Gadarwara per vivere con i suoi genitori. Osho rimase molto impressionato dalla morte del nonno e anche a seguito di altri due successivi lutti (la sua fidanzatina d’infanzia e suo cugino Shashi) la preoccupazione per la morte e le sue conseguenze rimasero tra i suoi pensieri per tutta l’infanzia e l’adolescenza.
Dal carattere ribelle, fu un ottimo studente e un oratore formidabile . Osho divenne ben presto un oppositore del teismo e in quel periodo si interessò di ipnosi e aderì per breve tempo al socialismo. 

Osho young




Gli anni dell'università e prime conferenze: 1951-1970
In questi anni Osho cominciò a parlare pubblicamente durante l’incontro annuale organizzato dalla comunità giainista Teranpanthi, il Sarva Dharma Sammelan, che si teneva a Jabalpur, e continuò a parteciparvi fino al 1968. Secondo i suoi genitori Osho avrebbe dovuto sposarsi e infatti loro facevano pressione affinché il figlio contraesse il matrimonio, tuttavia Osho si è sempre opposto.

Successivamente Osho renderà noto di aver ottenuto il Risveglio (illuminazione spirituale) il 21 marzo 1953, all’età di 21 anni, mentre era seduto sotto un albero nel giardino Devtal a Jabalpur.

Leggende metropolitane e fraintendimenti sull'HIV e sull'AIDS


II Parte

L’HIV non è la causa dell’AIDS
C’è un ampio consenso scientifico sul fatto che l’HIV sia la causa dell’AIDS, tuttavia qualcuno continua a contestare questo dato di fatto, per es. il biologo Peter Duesberg, il biochimico David Rasnick, la giornalista Celia Farber, lo scrittore Tom Bethell, Philip E. Johnson. (Qualche scienziato che aveva inizialmente abbracciato le tesi negazioniste si è poi ricreduto, tra cui il fisiologo Robert Root-Bernstein e Joseph Sonnabend).

La patogenesi dell’infezione da HIV è piuttosto chiara anche se alcuni punti rimangono tuttora oscuri. Bisogna ammettere però che una perfetta comprensione dei meccanismi patogenetici di una malattia non è un prerequisito indispensabile per l’accertamento del fattore eziologico. Spesso è accaduto che un agente infettivo sia stato riconosciuto con certezza come fattore causale di una patologia molto prima che il meccanismo patogenetico venisse delucidato.

Dal momento che le ricerche sui meccanismi patogenetici sono complesse da effettuare allorquando non è disponibile un valido modello animale, le precise modalità con cui un agente patogeno infligge i suoi danni non sempre sono chiare (come nel caso per es. della tubercolosi e dell’epatite B), anche se la causa della malattia è accertata.


AIDS denialism





L’AZT e gli altri farmaci antiretrovirali causano l’AIDS, non l’HIV

La maggior parte dei soggetti affetti da AIDS non ha mai assunto farmaci antiretrovirali, e purtroppo, a tutt’oggi, solo una piccola percentuale dei malati che risiedono nei Paesi in via di sviluppo ha accesso a questi medicamenti (UNAIDS, 2003).

Leggende metropolitane e fraintendimenti sull'HIV e sull'AIDS

I Parte


L'infezione da HIV è un problema che riguarda milioni di persone. L'AIDS è una malattia a diffusione pandemica.
A tutto il 2011,  secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) c'erano 34 milioni di persone sieropositive con 2,5 milioni di nuove infezioni nel corso del 2011 (
http://www.who.int/hiv/data/2012_epi_core_en.png ).

Ci sono numerose leggende e luoghi comuni inerenti questo virus, proviamo ad analizzarle nel dettaglio.

HIV è sinonimo di AIDS
HIV sta per virus dell'immunodeficienza umana ed è la causa dell'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). Non tutte le persone sieropositive all'HIV sono affette da AIDS dal momento che il virus può rimanere nell'organismo in uno stato latente per parecchi anni.

Normalmente l'infezione da HIV, se lasciata a sé stessa, nel corso degli anni tende a progredire in AIDS; tuttavia un corretto trattamento può ritardare di molto o impedire del tutto la 'transizione'.

In sintesi, si considera una persona affetta da AIDS quando si riscontra in un soggetto sieropositivo almeno una delle seguenti condizioni:
                   conteggio di linfociti CD4+ < 200/μL o linfociti CD4+ < 14 %
                   il soggetto viene colpito da almeno una patologia AIDS-correlata tra le 26 ufficialmente elencate. [CDC, MMWR, December 18, 1992/ 41(RR-17)].

L'HIV si diffonde mediante contatti casuali con persone sieropositive
Non è possibile infettarsi con l'HIV tramite i contatti sociali a scuola, sul posto di lavoro o su di un mezzo di trasporto. Non ci si infetta stringendo la mano, baciando, usando lo stesso bagno,  bevendo nello stesso bicchiere di un soggetto sieropositivo e nemmeno se questi tossisce o  starnutisce. (Madhok R et al., Lancet, 1986; Courville TM e al., Clinical Pediatrics, 1998).

Le case in astrologia

Ciascuna casa rappresenta un particolare settore o ambito della nostra vita.

Ognuna di esse è occupata nel nostro tema di nascita da uno o più segni zodiacali.

Alcune case ospitano anche uno o più corpi celesti. 

La ruota dei dodici segni che noi chiamiamo Zodiaco è interamente rappresentata nel tema natale di ciascuno di noi poiché si sovrappone e si embrica alla ruota delle dodici case. Ciascun individuo presenta qualche caratteristica di ciascun segno zodiacale.

Ogni uomo è quindi perfetto.

L'Uomo è lo Zodiaco

Spielberg natal chart



Questo è il tema natale di Steven Spielberg.
Possiamo notare che lui ha la cuspide della casa in 7 in capricorno, la cuspide della 9 in acquario, quella della 11 in ariete e così via.

Il particolar segno presente in una casa stabilisce la tonalità di fondo del nostro atteggiamento nei riguardi dell'ambito specifico che è indicato dalla casa in questione. La presenza o meno di un corpo celeste in una casa va a delineare meglio ancora la questione, e la combinazione dei due fattori ci spiega con maggior esattezza come ci rapportiamo a quel settore della nostra vita. 

Come esempio riporto di seguito alcune interpretazioni relative alla presenza di un particolare segno in una determinata casa. Sono chiaramente decontestualizzate da qualsiasi tema natale, sono quindi un canovaccio che purtuttavia a volte può risultare utile.

Introduzione alla Radiestesia


La sensibilità psichica alle radiazioni prende il nome di radiestesia: radiazioni o fluidi che provengono da un metallo, una fotografia, una medicina, una falda di acqua sotterranea, un malato da diagnosticare, presente o lontano molti kilometri.
Il radiestesista è perciò una persona dotata di una speciale sensibilità (radiestesica) in virtù della quale può dire dove si trova una persona, un animale o una cosa, indicandone le caratteristiche e la località geografica in base all'osservazione dei movimenti e delle oscillazioni di un pendolo che tiene sospeso mediante una sottile funicella (filo di seta, di nylon), sorreggendone una estremità fra il pollice e l'indice della mano destra. Questo fenomeno era noto agli antichi cinesi, egiziani e romani, che facevano dei pronostici in base ai moti di un pendolino, alla direzione che prendeva e all'ampiezza delle sue girazioni.