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La dimostrazione scientifica dell'astrologia

André Barbault, che è probabilmente il più grande astrologo vivente, ha pubblicato un articolo interessante di astrologia mondiale (uno dei suoi principali campi di interesse) in cui afferma che nel 2026 ci potrebbe essere il tanto agognato riconoscimento ufficiale dell'astrologia da parte della scienza.

L'articolo originale è disponibile a questo indirizzo: http://www.andrebarbault.com/hommage_uranie.htm

Dal punto di vista tecnico si può notare un'importante congiunzione Saturno-Nettuno ai primi gradi dell'Ariete che riceve i raggi benefici di un doppio sestile ad opera di Plutone (nel frattempo entrato in Aquario) e di Urano. I due trans-saturniani in oggetto formano un severo quadrato tra di loro.

Infine un magnifico seppur misoneista Giove in Cancro sembra disinteressato alla rara configurazione.

E' interessante anche il fatto che il 2026 è uno degli anni del XXI secolo in cui si riscontra uno dei valori più bassi dell'Indice Ciclico Planetario (ICP):



L'ICP è dato dalla somma delle distanze angolari dei pianeti lenti da Giove a Plutone calcolate per le 00.00 del primo gennaio di ogni anno. In sostanza un valore basso indica dei 'raggruppamenti' planetari in una fascia zodiacale più o meno ristretta.
In astrologia mondiale molti ritengono che gli accadimenti più importanti si verifichino in corrispondenza di valori relativamente bassi dell'indice.

Al di là degli aspetti tecnici io capisco poco l'interesse di tanti astrologi nel voler ricevere il placet della comunità scientifica. Tale interesse sfiora spesso l'accanimento e converge nel fanatismo.
Questo riconoscimento spero che non arriverà mai.

Questa mia speranza penso non sia vana dal momento che l'Astrologia non è una scienza.

Il lavoro più importante di ricerca statistica astrologica è stato svolto da Michel Gauquelin e il suo effetto Marte risulta ancora in parte non confutato.
E il riscontro di associazioni statistiche validate sarebbe solo il primo passo per cominciare a parlare di scienza.

Che poi l'astrologia possa 'funzionare' o meno è un altro discorso.

Anche la pittura 'funziona' ma nessuno si sognerebbe mai di dimostrare alcunché al riguardo.


Intervista ad André Barbault

Intervista di Enzo Barillà e Giorgio Damiano al grande astrologo francese (estate 1996)
http://www.enzobarilla.eu/index.html

D. Vuole parlarci dei più noti astrologi che ha incontrato?

R.  Sono “entrato” in astrologia a 14 anni, nel 1935, con Choisnard appena deceduto l’anno prima.
Arrivato a Parigi alla fine della guerra, ho subito frequentato l’ambiente astrologico parigino,
integrandomi nel “Centre International d’Astrologie”, del quale ho finito in qualche modo per
diventare l’animatore. Vale a dire che ho frequentato praticamente tutti gli astrologi francesi da
Néroman a Lasson, passando per Volguine, ma anche molti stranieri. Poiché ho organizzato un
congresso internazionale a Parigi nel 1954 con la contessa Zoe Wassilko, mi sono trovato in
rapporto con i più importanti fra loro: Brahy in Belgio, Carter in Inghilterra, Koch e molti altri in
Germania; inoltre ho organizzato un ricevimento principesco per Rudhyar presso il C.I.A.... Ero
molto ben introdotto nell’ambiente... Più di cento  astrologi hanno già collaborato a
“L’Astrologue”, non per niente ho una congiunzione in Bilancia e in VII...

D. Ha avuto rapporti diretti con Michel Gauquelin?

R.  Michel e Françoise Gauquelin erano venuti una volta ad una riunione del Sabato a casa mia,
dove ricevevo tutte le settimane i miei amici astrologi. Questo avveniva prima della
pubblicazione del primo libro di Michel, intorno al 1953. I miei rapporti con lui erano buoni, e l’ho
difeso nell’ambiente, lui ed i suoi risultati: criticava molto l’astrologia. Poi è venuto “Astroflash”.
Mobilitò subito un fronte ostile (l’affare Petiot) sferrando così un doppio colpo: contro l’astrologia
e contro di me, con l’appoggio di colleghi, fra cui il Volguine. Più avanti, essendo venuto a più
miti consigli, non ebbi più motivo di volergliene ed i nostri rapporti tornarono buoni. Fra noi c’era
un’autentica simpatia.

D. Quando e come Le è venuta per la prima volta l’idea di trattare i cicli planetari?